giovedì 10 agosto 2017

IN VIAGGIO CON MOGOL


Capita nella vita di incontrare persone particolari, alle volte molto famose, ma quando il modo in cui le conosci è altrettanto particolare, l'incontro ti segna per sempre.
E' successo l'altra sera durante il concerto dei Canto Libero, l'amico Giorgio Tortora mi chiama e mi dice: dovresti farmi un grosso favore, io ovviamente a un amico rispondo sempre si, domani dovresti accompagnare all'aeroporto Mogol. Ovviamente il mio stupore è stato grande ma quello che mi ha colpito, più di poter conoscere il più grande poeta della musica italiana, è stato Giorgio che ha considerato un favore nei suoi confronti un qualcosa che altri sarebbero stati disposti a pagare per averne l'occasione. Questo è il comportamento di una persona speciale, avercene di amici così.
L'emozione è stata enorme, poter conversare con la persona che ha scritto la colonna sonora della mia adolescenza e quella di milioni di altre persone.
Fatto sta che ieri mattina mi sono ritrovato in macchina con Giulio Rapetti in arte Mogol e la sua manager per un breve viaggio da Grado all'aeroporto. Da subito ha iniziato a raccontarmi quanto fosse stato colpito dalle bellezze di Grado e della sua gente, visto anche la partecipazione del folto pubblico alla serata precedente, ammettendo sinceramente che prima non sapeva dell'esistenza di Grado. Per me non è una novità che molti non sappiano dell'esistenza di Grado purtroppo. La conversazione è continuata in tono molto amichevole con lui che continuava a decantare le bellezze di Grado e io a spiegargli che aveva visto solo una parte, quella più pubblica, ma c'e ancora una parte più incantata che è la laguna, dove Pasolini girò Medea con Maria Callas. Poi mi ha spiegato il suo concetto di Poeta, quello moderno, non quello che scrive poesie, stampate poi su libri che non compra nessuno ma quello che scrive testi di valore che poi si trasformano in musica. Da questa conversazione è nato in lui il desiderio di riprendere a Grado il percorso iniziato e poi sospeso dalla Rai del premio Mogol che per anni si è tenuto in Val D'Aosta. Spero che chi di dovere prenda al balzo questa occasione e non se la lasci scappare.
Sono stai un trentina di minuti fantastici che mi hanno fatto capire che se è stato proprio Mogol a scrivere  la storia della musica italiana non è successo per caso.


Grazie Giorgio, non potrò mai sdebitarmi a sufficienza per "averti" fatto un favore. 

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