sabato 8 luglio 2017

C'E' POCO DA RIDERE

C'è poco da ridere per noi gradesi con una Presidente e un VicePresidente di tale inadeguatezza. Purtroppo dire che non capiscono una mazza non si può e si rischierebbe una querela. Lunedì in Consiglio Comunale si parlerà nuovamente delle terme gradesi, ahimé solo si parlerà perchè finora si sono fatte solo chiacchere. Come mia abitudine porto degli esempi concreti a supporto di quanto dico, ho un brutto carattere e non mi piace farmi sbugiardare dal primo Bimbominkia che passa.
In una ridente località montana, a pochi passi dal valico di Tarvisio, a Bad kleinkirchheim per la precisione, si possono fregiare di ben due stabilimenti termali. Gli habitue le distinguono in: quelle nuove, le Roemerbad, ristrutturate e ampliate 5/6 anni fa e quelle vecchie, le St. Kathrein che comunque erano più recenti di quell'edificio stantio che a Grado chiamiamo Terme.
Come ho avuto modo di spiegare in questo blog, l'anno scorso a settembre le St. Kathrein sono state demolite e ricostruite con moderne ed eleganti soluzioni. Oggi hanno aperto al pubblico e sono perfettamente funzionanti, purtroppo con quasi una decina di giorni di ritardo sulla tabella di marcia e l'inaugurazione ufficiale avverrà l'otto settembre prossimo. Si avete capito bene una DECINA di giorni di ritardo, come il ponte di Grado per capirsi...


Praticamente, in meno del tempo impiegato da Regione FVG e dal Comune di Grado a cianciare, gli austriaci hanno ristrutturato ben due stabilimenti termali in una località che in fatto di dimensioni, rispetto a Grado, la potremmo paragonare a uno sputo.
Bolzonello e Serracchiani di fronte a tanta inadeguatezza dovrebbero solo vergognarsi e invece oggi Debora (senza H) ci rifila sul Messaggero Veneto un bel pistolotto che sottotitola: “Serracchiani attacca: noi, il partito del fare”. Ma vai a cagare tu e il tuo inadeguato vicepresidente che è venuto a Grado a dirci quanto eravamo incapaci e lui invece si è dimostrato molto ma molto più incapace di noi.
Tutto ciò nonostante che Grado da ben quattro anni possa contare sulla presenza di un Consigliere Regionale “gradese”. Purtroppo tutte le volte che avrebbe dovuto far valere il suo peso, non quello fisico che è anche troppo abbondante ma quello politico, era troppo impegnato ad occuparsi di commercio equo e solidale o di Gay Pride.


Del ruolo del Comune di Grado attraverso i sindaci che si sono susseguiti, Olivotto, Maricchio e Raugna, meglio stendere un velo pietoso. I primi due non vivono a Grado e Raugna gli ultimi soldi che ha guadagnato lavorando li ha guadagnati in Svizzera. A Grado non pervenuti.



Per chi volesse approfondire:

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