venerdì 18 dicembre 2015

UN NATALE STUPEFACENTE


Finalmente Grado ha imboccato la strada giusta. Il rilancio del turismo invernale passa attraverso i mercatini di natale. Il livello qualitativo è veramente elevatissimo, basta guardare le foto per rendersene conto. Già dalle prime ore di apertura l'afflusso di turisti è stato incredibile. L'allegria e la felicità che emanavano le facce dei presenti era inequivocabilmente il segnale che il Comune di Grado quest'anno con i mercatini di natale ha fatto centro. Immagino la gioia degli albergatori, dei commercianti e soprattutto degli esercizi pubblici che da qui a fine anno avranno il loro bel da fare a soddisfare le migliaia di turisti che accorreranno a Grado per visitare questa magnificenza. Se il buongiorno si vede dal mattino non voglio immaginare cosa ci riserverà il programma degli eventi per la prossima stagione. BENE. Avanti così che l'economia di Grado avrà aumenti percentuali a due cifre.

Dai, abbiamo scherzato, forse è l'unico modo di trovare un po' di allegria in questo squallore.

Una precisazione: l'unica cosa di stupefacente su questo argomento è la sostanza che ho assunto per alleviare il giramento di palle nel vedere quella porcheria. Scusate.... anche le foto sono “tarocche”, andate pure a vedere e rendetevi conto di persona. Io foto non ne ho fatte per evitare di rompere l'obiettivo.

venerdì 11 dicembre 2015

I VISITORS


A Grado nel semestre precedente le elezioni comunali immancabilmente arrivano i VISITORS. Le Varvuole almeno arrivano la sera del 5 gennaio, fanno quello che devono fare e poi si tolgono dalle balle fino all'anno successivo senza interferire sull'andamento della vita isolana. Al contrario i VISITORS arrivano e stazionano a Grado per lungo tempo. Chi fisicamente, chi solamente sulla carta stampata, elargiscono perle di saggezza politica a destra e a manca delle quali ne faremmo volentieri a meno. Sia nel centrodestra che nel centrosinistra si sprecano i personaggi che fino a ieri non sapevano nemmeno che esistesse Grado e oggi invece pontificano su come si dovrebbe gestire la democrazia per il bene del paese. La storia di Grado è piena di interferenze regionali che non hanno fatto altro che creare grandissimi casini per poi da Trieste dire che a Grado sono tutti matti e che è una città ingovernabile.
BENE
Cominciate a starvene fuori dalle balle e lasciate che il futuro di Grado nel bene e nel male sia deciso dai gradesi e non dai vostri giochi di bottega. Piantatela di venire qui a dare lezioni di democrazia, poi l'unica cosa che vi interessa è fare gli accordi a Trieste per garantirvi una poltrona in piazza Oberdan o per i più fortunati a Montecitorio. Ad un bambino affinché impari ad andare in bicicletta si devono togliere le rotelline. Cadrà, si sbuccerà le ginocchia ma prima o poi troverà l'equilibrio e viaggerà da solo. Per correttezza devo dire che gli unici che non corrono rischi con i VISITORS sono quelli di Liber@ che fino a prova contraria hanno scelto di percorrere la loro strada fregandosene dei finti paracadute di partito. Chapeau.
Tutti gli altri, sudditi fino a prova contraria.


mercoledì 9 dicembre 2015

MI FISCHIAVANO LE ORECCHIE

Da qualche giorno mi fischiavano le orecchie e siccome la cosa era particolarmente fastidiosa mi sono armato di pazienza e scandagliando in lungo e in largo i vari social network sono andato alla ricerca della causa. Non ho impiegato molto a scoprire che l'origine era nella discussione di un profilo al quale non ho accesso, di conseguenza mi vedo costretto a rispondere in separata sede... Non vorrei mai che i lettori di Facebook pensassero che ritirato a vita privata mi fossi arrugginito e avessi perso la mia vena polemica..

Dal profilo Facebook di:
      Roberto Marin
    Domanda : Maricchio , Regolin, De Grassi , Tirelii e affini ....., che azzo volete da me ? Fate il vostro ed eventualmente io farò il mio .
E ancora: (sempre Marin)
    Successo garantito , lega con Ronchiato , Maricchio e magari Tirelli , lista d'appoggio con De Grassi e Demonte ...., per me fa una lista anche la Olivotto .


Caro Roberto, visto che mi hai fatto una domanda credo  sia buona educazione rispondere.
Io da te non voglio proprio nulla, casomai il contrario. Quel giorno di luglio nel mio casone c'erano amici comuni che per eleganza non tirerò in ballo ma sono silenziosi testimoni, la proposta l'hai fatta tu e io ho piacevolmente rifiutato spiegandoti anche perchè. Premetto che quello che dirò,  non è una novità, lo dico a livello personale e nulla ha a che fare con posizioni politiche o ruoli di partito che non ho. La spiegazione è molto semplice, non sei adeguato a rifare il Sindaco di Grado. Il tuo curriculum parla da solo. Sarebbe inutile ripetere l'elenco, fatto infinite volte, delle occasioni in cui ti sei dimostrato inadeguato ma alle volte repetita iuvant , dall'Ospizio Marino alla Sant'Eufemia, dalla Safica al Tiziano, dal campeggio “ex” abusivo dell'Isola dei Gabbiani ai rimborsi delle spese di rappresentanza. Tutto legalmente corretto, ci mancherebbe altro. Dal mio punto di vista tutto politicamente e moralmente criticabile. Io ho rifiutato in tempi non sospetti di appoggiarti per questi semplici motivi. Non intendo trovarmi davanti ad un ex dipendente dell'Ospizio che mi chiede “perchè?”e non avere risposte plausibili da dare.

Una cosa in effetti la vorrei da te, che quando mi fai una domanda la facessi in modi e luoghi ai quali io possa avere accesso in modo da poter rispondere. Il diritto di replica non è stato ancora abolito e io intendo farlo valere. E' una questione di eleganza.

venerdì 27 novembre 2015

LA MEMORIA CORTA

Da anni si discute su quello che manca a Grado per poter essere una destinazione turistica che si rispetti. Molto spesso capita di rendersi conto che manca proprio quello che una volta “c'era già”. Di tutte le attuali mancanze quella a mio modesto parere più grave è la “MEMORIA”. E' inutile rimarcare che quello che ora manca non l'ha rubato nessuno ma è solo il frutto di amministrazioni inadeguate e qualche volta anche poco limpide nelle loro scelte, con la loro inadeguatezza hanno fatto danni irreparabili che oggi paghiamo a caro prezzo. L'elenco delle cose che Grado aveva e non ha più sarebbe lungo, noioso e anche deprimente. La mancanza di memoria ha fatto si che il paese si sia dimenticato di chi siano i veri responsabili morali, etici e politici, tanto da continuare a votarli e vantarsi che li voteranno anche alle prossime elezioni. Non parlerò dell'Ospizio Marino argomento a me caro per problemi personali di salute ma voglio aiutare il lettore a ricordare come, ad esempio, uno dei problemi più discussi degli ultimi anni ha tenuto banco alla disperata ricerca di una soluzione: IL MEGAPARCHEGGIO. Beh forse vi stupirete nel apprendere che a Grado fino a trentanni fa, in centro, c'era un capiente garage che conteneva decine e decine di automobili e addirittura svariate corriere per servizio di linea. Forse il nome Garage La Gradese ai meno giovani potrebbe ricordare qualcosa. Mi riferisco alla zona che va da P.zza Carpaccio a Riva Dandolo occupata da un bel condominio di notevoli dimensioni. Un bel giorno da area destinata a autorimessa e parcheggi è stata trasformata in area edificabile per edilizia residenziale. Invece di prevedere urbanisticamente la realizzazione di un multipiano, parte interrato e parte fuori terra come l'attuale condominio ma a esclusivo uso percheggio hanno ben pensato di agevolare l'ennesima speculazione edilizia cambiando la destinazione d'uso. Più o meno come successe non molti hanni dopo per l'ex stabilimento della safica. Tanto per dare un'idea nell'area dell'ex Garage La Gradese un multipiano avrebbe potuto ospitare oltre 500 automobili (2,600 mq x 5 piani, piano terra più 2 interrati e 2 sopraelevati.) Ma tornando alla mancanza di memoria, questo difettuccio degli elettori gradesi ha fatto in modo che ben due componenti di quella famosa giunta, che fece sparire l'unico parcheggio nel centro di Grado, venissero eletti pure nell'ultimo Consiglio Comunale. Seppur su fronti contrapposti ma entrambi a pontificare su come risolvere gli annosi problemi di Grado parcheggi compresi. Sono pronto a scommettere che più di qualcuno dei responsabili lo rivedremo alla prossima tornata elettorale e magari anche con ambizioni da Sindaco. Tanto la memoria è corta e il piagnisteo è cronico.

mercoledì 11 novembre 2015

DESTRA E SINISTRA

La campagna elettorale ormai è partita, anche se non ufficialmente, comunque alle porte delle segreterie dei partiti che contano  il via vai dei questuanti è giornaliero. I tentativi degli uscenti senza dimora di trovare una nuova casa sono sempre più pressanti, destra o sinistra non importa, l'importante è accasarsi prima che sia troppo tardi. Questo vale soprattutto per la pletora di aspiranti consiglieri con velleità assessorili. Per i candidati sindaci il discorso cambia. Da parte del non ufficializzato centro destra la candidatura dell'enne  volte ex Roberto Marin viene data per certa. A conferma di questa mia teoria c'è l'aumento esponenziale delle faine, pesci pilota e leccaculi vari che gli girano intorno mattina e sera. Lui intelligentemente non conferma ma i suoi discepoli danno ormai per irrinunciabile una sua candidatura. Il centro sinistra al contrario si ritrova impantanato in una sovrabbondanza di candidati, tanto che da parte di alcuni è partita una sottoscrizione per il ricorso alle primarie. I nomi in campo si sanno da tempo, si sa che su alcuni di questi una folta compagine di centro destra è pronta a votarli se le primarie dovessero essere aperte alla società civile e non solo agli iscritti ai partiti di coalizione. Io un'idea per togliere il centro sinistra da quest'impasse ce l'avrei. L'unico uomo in grado di riequilibrare le forze tra la candidatura di Roberto Marin per il centro destra con quella del centro sinistra è Raffaele Oriti. Sia Marin che Oriti hanno condiviso la “virtuosa gestione” dell'Ospizio Marino. Entrambi ne sono usciti “puliti” dai possibili risvolti penali della vicenda. Entrambi hanno “dimostrato” di non essere minimamente responsabili dell'accaduto e entrambi hanno dimostrato le stesse capacità gestionali e amministrative. Quale migliore occasione per il centro sinistra di candidare un uomo con pari capacità ed esperienza politica del candidato di centro destra e lasciare che gli elettori facciano le proprie scelte esclusivamente in base al programma, appurato che le capacita amministrative si equivalgono? Sarebbe estremamente ingiusto caricare sulle spalle del povero Oriti tutte le responsabilità dell'Ospizio Marino per il solo scopo di precludergli la scalata alla poltrona di Sindaco di Grado. Anche in questo caso mi vedo costretto ad invocare la par condicio sperando che Oriti apprezzi questo mio sforzo.

lunedì 5 ottobre 2015

LUPI O AGNELLI

In questi giorni il quotidiano locale si è sbizzarrito con una fotografia più o meno reale dello scenario politico gradese. Dopo che ben due amministrazioni consecutive non sono riuscite a concludere il mandato, l'elettorato dovrebbe porsi qualche domanda in vista della prossima tornata elettorale. Una caratteristica ormai consolidata tra i candidati è quella di promettere tutto a tutti e conseguentemente rendere quasi impossibile una scelta ragionata in base ai programmi. Dovrebbe essere ormai evidente che a far cadere in disgrazia le ultime amministrazioni non è stato sicuramente il desiderio del “bene del paese” ma le solite beghe di bottega alimentate dal fuoco sacro del mattone. E' forse giunto il momento che a parlare del futuro del paese, prima dei candidati, siano proprio coloro che da anni traggono dal mattone grande beneficio e che a detta loro sia tutto il paese a beneficiarne? Premesso che non sono assolutamente d'accordo con questo teorema e ritengo che il cancro dell'isola siano le interferenze degli imprenditori del mattone sulla politica gradese. Sarebbe bello che prima ancora della campagna elettorale, prima della stesura dei programmi da parte dei candidati e prima del festival della canzone gradese, Il Piccolo o GradoSpia organizzassero un dibattito pubblico dove i portatori di benessere - volgarmente chiamati palazzinari - dichiarassero pubblicamente i loro desiderata e come immaginerebbero la nostra isola nei prossimi vent'anni. Sarebbe estremamente utile sia per i futuri candidati, sia per l'elettorato, conoscere ufficialmente le strategie e le aspettative di questi personaggi nei confronti della futura politica gradese. Magari potremmo scoprire che hanno idee mirabolanti e che se qualcuno avesse avuto la pazienza di ascoltarli prima d'ora, Grado sarebbe l'Ibiza dell'Adriatico da almeno un ventennio, o al contrario potremmo scoprire che di idee nemmeno l'ombra e l'unico interesse è quello di spremere il limone fino all'ultima goccia per poi ritirarsi in qualche tranquilla isola del Pacifico a godersi la vecchiaia. Due ipotesi che andrebbero attentamente verificate.
Penso sia importante per chi dovrà amministrare questo paese sapere se queste persone meritano considerazione perchè rappresentano il futuro del paese o se meritano di essere mandate a fanculo perchè se il paese è in queste condizioni, in buona parte è “merito” loro. Sarà un caso se ci sono centinaia di appartamenti in vendita che nessuno vuole e ci sono decine di persone che vorrebbero comperare un appartamento adeguato alle loro esigenze e purtroppo non lo trovano? Forse i tempi sono cambiati e i nostri portatori di benessere non se ne sono accorti.

Mah......

domenica 20 settembre 2015

GLI AVVOLTOI

Oggi ci sarà un'importante manifestazione per tutelare  l'ultimo baluardo della Sanità Gradese, l'Ambulanza. Manifestazione che spero plebiscitaria visto il rischio che sta correndo la nostra comunità, vedendosi privare durante i mesi invernali di un servizio essenziale come quello dell'ambulanza. Un plauso va a molti di quei cittadini che si sono mobilitati cercando in vario modo di sensibilizzare tutta la cittadinanza su questo pericolo. Ieri mi sono recato a porre la mia firma di solidarietà presso il gazebo in piazza Duca D'Aosta. Nel tentativo di passare più inosservato possibile mi sono fermato il tempo indispensabile per porre la firma e salutare educatamente. Non ho potuto fare a meno di notare, però, un certo assembramento di polituncoli e aspiranti tali intorno al gazebo come se volessere appropriarsi di un iniziativa assoluttamente trasversale. Certo il rischio della perdita dell'ambulanza è un boccone troppo ghiotto a ormai pochi mesi dalla tornata elettorale per non essere conteso da buona parte del gotha della politica gradese, compresi quelli che appartengono allo stesso schieramento che governa la regione e che cercheranno di accollarsi il merito se mamma regione farà dietrofront sull'argomento.
E' notizia fresca che anche il prezzemolino Gherghetta parteciperà alla manifestazione con la fascia blu della Provincia.
Voglio solo ricordare ai più giovani che la protesta per la chiusura dell'ospedale generò un politico del calibro di Fabio Zanetti eleggendolo addirittura a Sindaco. Ci ricordiamo tutti come andò a finire, anzi, a guardar bene lo scenario attuale proprio finita non è.
Spero che questa volta molti miei colleghi abbiano il buon gusto di partecipare in modo defilato magari nelle ultime file come il sottoscritto e ricordarsi la famosa regola che non si spara sull'ambulanza.


martedì 18 agosto 2015

MOLTO RUMORE PER NULLA

Premesso che “la Politica non è Facebook” e “Facebook non è la Politica”, noto che sono bastati i fuochi di Ferragosto per spegnere tutte le agitazioni che hanno animato lo scenario politico gradese, in particolare su Facebook, durante questa caldissima estate. Molti degli attori hanno incentrato le loro startegie sulla fantastica frase “basta cemento”. L'hanno sbandierata in molti e ci hanno creduto in pochi. Probabilmente non si sono accorti che a decretare la fine della speculazione selvaggia non sono state le mirabili gesta di alcuni politici locali, illuminati sulla via di damasco, ma semplicemente la crisi economica degli ultimi anni. Il mercato immobiliare ha avuto una contrazione mai vista prima, fino a rasentare la paralisi in certi periodi. Nella più rosea previsione una percepibile ripresa del mercato non si vedrà per i prossimi dieci anni. Ma allora Grado morirà? Assolutamente no, fortunatamente l'economia gradese non si basa sul cemento (quello è appannaggio di pochissimi) ma sul turismo, due cose completamente diverse ma che per anni a Grado qualcuno ha fatto credere che fossero la stessa cosa. Allorà perchè il Consiglio Comunale per più di quattro anni ha dicusso di cemento, chi pro e chi contro, e non di turismo e relativa promozione? Perchè non si è discusso di azioni mirate per aiutare gli operatori a svolgere nel migliore dei modi il loro ruolo di “motore” dell'economia turistica? La mia interpretazione potrebbe sembrare semplicistica ma sarei felice di essere smentito. Un motivo è sicuramente il fatto che dal punto di vista propagandistico Il grido “basta cemento” in un paese martoriato come Grado demagogicamente rende. Se si fosse gridato trent'anni fa forse avrebbe sortito qualche risultato, ora che il porco è scappato che utilità ha? L'altro motivo è esattamente opposto al primo, politicamente non rende.......... Parlare di turismo a Grado, purtroppo, non suscita la stessa attenzione che parlare di cemento, di abbonamenti per i parcheggi, di posti batela e di Festival della Canzone Gradese. Concludo con una domanda ai lettori: da cosa dipenderà il nostro futuro e quello dei nostri figli nei prossimi anni? Di sicuro non dagli argomenti appena citati ma da uno sviluppo concreto della sola risorsa disponibile: IL TURISMO.

sabato 1 agosto 2015

MARICCHIO VS OPPOSIZIONE 3-0. ZITTI E MOSCA.



Tre Consigli Comunali e tutti e tre a favore di Maricchio & Co. L'opposizione torna a casa con le pive nel sacco, come si suol dire. Non sono felice per questo triste risultato perchè i fatti hanno dimostrato al di la di ogni ragionevole dubbio, che la maggioranza esiste. Ero certo di come sarebbero andate le cose e l'ho scritto prima che il braccio armato di Liber@ facesse partire la macchina del fango nei miei confronti, reo di aver fatto mancare il mio fondamentale voto per bloccare l'Adria-no. Su di me è stato scritto di tutto e di più, offese ben oltre il limite della diffamazione. Da vigliacchi che si credono leoni dietro una tastiera, credendo che la banda larga sia la licenza di offendere e infangare chi ha opinioni diverse. Triste leggere decine di commenti da parte di persone in buona fede aizzate contro il sottoscritto perchè accusato di essere il male del paese dai “talebani de stralonga”. Discussioni tra i membri del Gruppo di Liber@ su Facebook per escludermi e impedirmi di reagire alle diffamazioni ricevute. Per fortuna al loro interno c'è anche qualche persona intelligente e di buon senso che ha spiegato che se un gruppo si chiama Liber@ un motivo ci dovrebbe essere. Ma torniamo ai tre Consigli che hanno visto trionfante il Katastrofa Team (cit. Lisco) a scapito dell'opposizione. A mente fredda faccio una domanda alla quale più che una risposta chiedo una meditazione. Se il Bilancio di Previsione e  il Bilancio Consuntivo sono stati approvati come fossero acqua fresca, chi è quel pirla che può solo pensare che non avrebbero approvato l'Adria-no che era il dazio da pagare per poter rimanere fino alla fine del mandato?
Capisco l'amarezza di Liber@ che ha deciso di evitare in tutti i modi l'arrivo del Commissario per il timore che approvasse l'Adia-no e ora si ritrova Adria-no approvato e Maricchio saldamente in sella alla sua maggioranza. L'occasione è stata persa mesi fa quando il ferro era caldo e Cedolin, Coslovich e Zanetti (a chiacchere) erano determinati a mandare a casa Maricchio. In quel momento “forse” qualche speranza c'era, ma il treno va preso quando passa. Se arrivi in ritardo non ti puoi incazzare con nessuno. Non è grave sbagliare strategia se in buona fede, in politica è normale trovare uno più scaltro di te (rif. Maricchio). Cercare di scaricare la responsabilità su altri per quello che non si è riusciti ad ottenere è un po' troppo pretenzioso, se per giunta lo farcisci di offese e impropéri allora diventa anche di cattivo gusto. Nella speranza che tutti se ne facciano una ragione e che inizino a proporre alla città qualche progetto di rilancio e non le guerre tra poveri, la vicenda si conclude con un bel 3 a 0 per Maricchio e palla al centro.


P.S. Sono molto contento di non aver partecipato a questa partita truccata.

venerdì 31 luglio 2015

LO CHIAMAVANO GU'

Lo chiamavano Gù poi con un abile finta si è trasformato in un eroe per il bene dell'isola.
L'assessore Felluga detto il Toto ha superato se stesso votando contro la delibera dell'Adria (inutilmente) e votando a favore del Bilancio di previsione 2015. Un vero fenomeno. Nel calcio quando un giocatore deliberatamente segna un gol nella propria porta, l'allenatore ha una sola possibilità, toglierlo dal campo. Se questo non succede è evidente che la partita è truccata e giocatore e allenatore sono d'accordo. Questo è successo lunedì sera in Consiglio Comunale, Felluga ha votato contro la sua stessa maggioranza Sindaco compreso. La conferma viene proprio dal voto favorevole sul Bilancio di ieri sera. Forse Felluga ha sottovalutato il fatto che anche i polli sanno che il voto sul bilancio è la totale condivisione dell'operato amministrativo di una maggioranza al governo. Patetiche le motivazioni adottate, tipo le preoccupazioni per il futuro dei propri figli. Se fosse stato preoccupato veramente si sarebbe presentato lunedì mattina insieme alla sua compagna di partito e avrebbe dato le dimissioni insieme a me e “forse” a numerosi altri consiglieri, mettendo la parola fine a questa pagliacciata. I giochi erano stati ben confezionati dal Magliaro capo, la delibera doveva passare nella confusione generale in modo da rendere poco chiara l'identificazione di chi a favore e chi contro. Appare molto strano che i fini politologi di Liber@ che hanno addossato a me ogni responabilità, non si siano accorti di come mai la delibera dell'Adria sia stata portata in Consiglio prima delle delibere del bilancio preventivo e di quello consuntivo. Il prezzo da pagare per la prosecuzione fino a fine mandato dell'armata Brancaleone con relativa paghetta era l'approvazione dell'Adria. In quanto alle offese e alle diffamazioni ricevute da parte dei componenti di Liber@, anche quelli non seduti in Consiglio Comunale, dico semplicemente che si guardino in casa che se il paese è in queste condizioni qualcosina ce l'hanno messa anche loro, magari in tempi passati. Un pensiero anche ai talebani de stralonga: libertà non è coprire di merda l'avversario e impedirgli di reagire, quello è fascismo.


martedì 28 luglio 2015

LE FALSE VERITA'


Pochissimi si saranno chiesti come mai in una giunta composta da sei persone (5 assessori più il sindaco), tre assessori sono “apparentemente” contrarie al progetto dell’Adria e il progetto approda in Consiglio ugualmente? Avrebbero potuto cassarlo direttamente in giunta. Invece Maricchio & Co. hanno orchestrato perfettamente il teatrino dell’inutile sapendo che comunque il progetto sarebbero riusciti a farlo passare. Hanno illuso molti dell’opposizione di poterlo bloccare, garantendosi nel contempo l’ammorbidimento dell’opposizione stessa con lo spauracchio dell’arrivo del Commissario che avrebbe approvato tutto e di più. L’ultimo colpo di genio del magliaro è stato quello di far votare contro il fido scudiero, il Toto, sapendo benissimo che in quel momento il voto del Toto sarebbe stato ininfluente per l’approvazione della delibera. Quando uno o più assessori dissento dalle decisioni prese in giunta hanno come unica scelta le dimissioni. Anche un Sindaco quando si trova degli assessori che si oppongono alle proprie scelte ha come unica possibilità quella di revocarli e sostituirli. Quando tutto ciò non accade è evidente che siamo in presenza di un teatrino che ha come unico scopo prendere per il culo i cittadini. Se ne facciano una ragione i tanti delusi dal risultato ma i voti in Consiglio sarebbero stati sempre 7 a favore e 6 contrari, con me o senza di me, con Bonaldo o con chiunque altro. Votare contro sapendo benissimo che la delibera passava, come ha fatto il Toto, è stata la più grande presa per il culo di questa sgangherata giunta, tra l’altro le motivazioni pare abbiano più a che fare con verdura non pagata che con l’urbanistica. Mi dispiace che ieri sera in Consiglio qualcuno ci sia cascato e abbia pensato che con il mio voto o quello di Bonaldo le cose sarebbero andate diversamente. Come ho già scritto tempo fa, sono convinto che anche le posizioni di qualcuno della minoranza sarebbero cambiate se l’approvazione non fosse stata così certa.
Tecnicamente l’unica possibilità di bloccare l’Adria era quella dell’auto affondamento.
Questo non è avvenuto semplicemente perché a troppi fa comodo tenere il culo incollato a quella sedia, a cominciare dagli assessori che fino a prova contraria il “millino” di paghetta raddoppia loro le entrate. Così non fosse ieri mattina alle dieci saremmo stati molti più dei nove necessari e la storia si sarebbe chiusa li.
Concludendo, ringrazio tutti quelli che ritengono che la mia azione abbia influito sull'approvazione dell’Adria riconoscendomi un potere che mai avrei immaginato di avere. Ahimè i fatti purtroppo non confermano questo potere e di conseguenza mi limiterò alla  mia inutile assenza……


mercoledì 22 luglio 2015

TOGLIAMO IL DISTURBO

Sono passati ormai più di quattro anni da quando gli Elettori gradesi hanno fatto la nefasta scelta di dare in mano il nostro paese ad un armata Brancaleone che non ne ha azzeccata una. I risultati sono sotto gli occhi di tutti anzi di nessuno perché non ce ne sono stati, quantomeno di positivi. Per quattro anni hanno tenuto banco due argomenti che a Grado, nella migliore delle ipotesi, non si realizzeranno per eventi macroeconomici e non di sicuro per ragionamenti fatti a tutela di quel poco di immagine turistica che ci è rimasta. Mi riferisco alle grandi lottizzazioni e ai condomini camuffati da albergo. Nemmeno un Consiglio comunale è stato convocato per discutere del futuro turistico dell'isola, di come rilanciare l'immagine di Grado, di come farla ridiventare una delle destinazioni turistiche più famose d'Europa, di come riorganizzare l'ufficio più importante per l'economia di Grado e cioè l'Ufficio Turistico, relegato invece a ruolo di parcheggio per dirigenti in attesa di andare in pensione. No, nulla di tutto questo. Non si è discusso sul ruolo che il Comune di Grado dovrebbe avere nella gestione dell'impresa più importante del paese, la GIT, gestita in maniera borbonica e disastrosa dal punto di vista economico. Non si è discusso su come aumentare le entrate per intraprendere importanti campagne di promozione in Italia e all'estero, nemmeno di come tutelare la parte più ampia e più preziosa del nostro territorio, la laguna.
Si è preferito non decidere e una maggioranza fino a poco tempo fa granitica ha reso vani gli sforzi dell'opposizione su qualsiasi argomento proposto. Ora le cose sono cambiate. La maggioranza non esiste più, sono tutti battitori liberi che decidono sul momento quale sia la strategia più giusta per consumare le loro vendette personali ma non quelle per risolvere i problemi del paese, assolutamente no.... L'economia di questo paese è allo sbando, basta confrontare le foto di trentanni fa e quelle attuali per rendersi conto che il decadimento è stato tragico e che alla filosofia delle 3B si è aggiunta quella della grande M, il “MATTONE”. Se qualcuno pensava a qualche altro sostantivo con la lettera emme non si è sbagliato poi di tanto. La logica del mattone ha prevalso su tutto e su tutti e anche in queste ore vediamo che il gioco capace di sostenere o far cadere questa sgangherata amministrazione è legato a scelte edilizie e non strategiche o sociali.
Da mesi la maggioranza non esiste più e continuiamo a discutere se sia meglio che vadano a casa e arrivi un Commissario straordinario o che restino e proseguano in questa ignobile gestione che ha come unico scopo garantire loro la “paghetta, (perché aiuta...... )
Almeno con un Commissario avremmo il beneficio del dubbio sulla sua integrità morale e amministrativa, con gli attuali abbiamo la certezza della loro inadeguatezza.
Lo scenario che si profila per il prossimo Consiglio sarà quello di una Pax armata per far passare l'Adria, scenario nel quale vedrà il ruolo dell'opposizione annullato da decisioni prese sottobanco in altre sedi. Per il Bilancio di Previsione e quello Consuntivo i fattori cambieranno, ma il prodotto rimarrà lo stesso. Qualche dubbio sulla sincerità delle dichiarazioni mi viene anche su alcuni colleghi dell'opposizione, sono curioso di vedere il loro comportamento nel caso il proprio voto contrario fosse determinante per la bocciatura definitiva dell'Adria.
Passato questo tour de force Consigliare a vantaggio di pochi, del paese chi se ne frega, si cadrà nell'oblio fino alle prossime elezioni, tanto vale tentare di dare una scossa e stanare i finti oppositori.
Lunedi 27 alle ore 10.00 io protocollerò le mie dimissioni irrevocabili e invito pubblicamente altri otto dei miei colleghi a meditare sulla possibilità di seguirmi in questa azione. Sono certo che le probabilità di raggiungere il numero fatidico di nove sono prossime allo zero, ma almeno si saprà chi sta con chi. Che nessuno venga a dire poi che non si poteva fare nulla per fermarli.
Io personalmente mi riterrò comunque soddisfatto per due motivi: il primo perché non sarò più partecipe del teatrino dell'inutile, il secondo perché mi darà tempo per studiare il modo più opportuno per esprimere le mie idee e le mie opinioni alla prossima tornata elettorale, ammesso che alla fine ritenga di qualche utilità farlo.


martedì 16 giugno 2015

VIVA L'AUSTRIA

QUANDO UNA SPLENDIDA IDEA VIENE TRASFORMATA NELL'ENNESIMA FIGURA DI …...................


Da alcuni di giorni nel centro cittadino sono state installate delle strutture con foto d'epoca che inquadrano più o meno la visuale di un secolo fa. Lodevole iniziativa dal punto di vista storico e culturale ma anche utile a sensibilizzare i cittadini su quanti errori sono stati fatti in passato, deturpando una città meravigliosa e trasformandola, fortunatamente solo in parte, nell'accozzaglia di mattoni e cemento che vediamo oggi. Purtroppo a Grado ogni cosa buona viene buttata in vacca dall'inadeguatezza e dall'ignoranza di chi purtroppo ci amministra. Non bastava aver attribuito a Napoleone la costruzione della nostra diga, opera degli Austro Ungarici. Quella napoleonica giace ormai in fondo al mare a qualche centinaio di metri da quella esistente. Ma l'apoteosi dell'ignoranza o della disattenzione è stata toccata con la foto che potete ammirare riguardante l'attuale Viale Europa Unita. La foto riporta la seguente scritta: “Corso Vittorio Emanuele verso il Porto (ora viale Europa Unita) 1905”.

A Grado anche i bambini di terza media sanno che fino al 1918 Grado faceva parte dell'Impero d'Austria e Ungheria. Dubito seriamente che gli Austriaci fossero così ben disposti nei confronti degli italiani da dedicare addirittura un viale al primo Re d'Italia. Molto più probabile un errore di datazione che può sempre capitare ma la totale negligenza dell'amministrazione che ha installato delle foto senza un minimo di controllo su ciò che veniva posizionato sul suolo pubblico. E' proprio il caso di rispolverare un vecchio detto gradese: “ xe mancansa de ignoransa”.

sabato 13 giugno 2015

BIPOLARISMO O SEMPLICE CONFUSIONE?

Questo quanto pubblicato sulla bacheca del PD gradese:
Altri sono stati i conigli che hanno dato forfait, primo tra tutti Tirelli stesso. Certo aveva un importante impegno, la propria festa di compleanno: comunque appena conclusa la seduta, e non era un'ora tarda, si è presentato davanti al Municipio. Evidentemente la festa deve essere stata un po' moscia. La Giorgione era assente , ma il PD c'era , rappresentato da Giorgio Marin, e ha fatto la sua parte.
D'altra parte c'è chi si assenta per andare dal dentista e chi per fare l'inseminazione artificiale.
Impegni legittimi in quanto la salute viene prima di un consiglio comunale. Così non è per una festa di compleanno

Di solito se un comunicato di un partito non porta nessuna firma automaticamente deve considerarsi opera del Segretario in carica. Qui però mi sorge un dubbio, perché o il segretario del PD soffre di bipolarismo oltre che di mal di denti o alla bacheca del PD ha accesso il primo cretino che passa. Mi spiego meglio, ieri sera dopo il Consiglio Comunale i festeggiamenti del mio compleanno sono continuati sulla terrazza dell'hotel Fonzari in compagnia proprio del Consigliere Giorgio Marin e del Segretario del PD Angela Giorgione. Poi siccome l'amico Giorgio aveva impegni in albergo e ci ha abbandonati i festeggiamenti sono continuati con la sola Giorgione da Max'in, nuovo e raffinato locale sulla diga Nazario Sauro e per concludere, sempre con la Segretaria del PD, il Sindaco e il Consigliere Demonte in bar Fenice. Tutto questo a dimostrare che ci sono compleanni e compleanni. Ma cerchiamo di leggere tra le righe dello stizzito comunicato del PD. Il fatto scatenante è la mia previsione durante il Consiglio sull'Adria che GiorgioMarin avrebbe garantito il numero Legale in aula. In effetti le mie previsioni non si sono avverate e ne sono molto contento. Certo che il voto favorevole del Consigliere del PD in Commissione Urbanistica era un bel elemento per portarmi a questa errata previsione. A conferma che la strategia del PD non era così certa nell'esecuzione in Consiglio Comunale c'erano ben due badanti a garantire che Giorgio all'ultimo momento non sbagliasse qualche mossa come in passato. Per concludere caro PD direi uno pari e palla al centro.

mercoledì 20 maggio 2015

LA GIT DEL BANCO D'ORIO

A pochi giorni dal rinnovo del CDA della Grado Impianti Turistici SPA, il parlamento delle cube ha deliberato la costituzione di una nuova società di gestione  che si occuperà sempre di gestione di arenili ma con un’impostazione completamente nuova, improntata sul recupero e riciclaggio di presidenti  e consiglieri esausti. La società ha già un nome che è tutto un programma: “LI.B.DO.” acronimo di  LIBERO BANCO D’ORIO SPA.  Ovviamente il  CDA dovrà occuparsi delle gestione e delle attività di intrattenimento sulla vicina spiaggia del Banco d’Orio.  Gli amministratori saranno dotati di bateline elettriche per raggiungere il posto di lavoro. Sull’isola sarà eretto un nuovo ristorante stellato Michelin che si chiamerà “All’Antico Musatto”. In questo ristorante  il CDA potrà organizzare pranzi e cene a sbaffo per amici e parenti, potrà brindare ai lieti calici con calici costosissimi recuperati dal   magazzino di un ristorante sulla terra ferma che avendone in sovra numero ha gentilmente deciso di  contribuire con questo gradito omaggio.  Una delle attività culturali sarà la presentazione di libri riguardanti la laguna perché la cultura tira parecchio.  Ci sarà un vicepresidente che curerà la pulizia dell’arenile con tecniche d’avanguardia, qualche indiscrezione è trapelata e corre voce che lui personalmente pulirà con cadenza settimanale tutti i granelli di sabbia con il Vetril.  Ci sarà pure una sezione  speciale,  una specie di lido di Fido dedicata a tutti i leccaculi che per anni hanno consumato i peli ai notabili di turno. Chi per un ombrellone,  chi per una cabina, chi per tutte e due rigorosamente a maca. Ma il pezzo forte dell’intrattenimento riservato al CDA arriverà solo il prossimo anno grazie all’abolizione, proposta dalla Lega Nord, della famigerata Legge Merlin. Si è preferito attendere l’abolizione della citata legge per evitare che il presidente e i sui colleghi potessero incorrere nelle viscide persecuzioni di cui è stato vittima il Presidente Berlusconi. L’attesa però sarà ampiamente ripagata perché sotto il piano di tutte le scrivanie sarà installato un tappetino di neoprene in modo da evitare che le appassionate intrattenitrici battano la testa  a causa di qualche improvviso sussulto dei membri del CDA.
Altri dettagli su questa epocale iniziativa mirante ad una vera destagionalizzazione  verrano resi noti dopo la riunione in laguna di domani.




P.S.: per quelle due, massimo tre persone che non l’avessero capito, il testo è frutto di pura fantasia e non ha nessun collegamento con il mondo reale.

giovedì 30 aprile 2015

LA STAMPELLA - LA SFIDA FINALE


Visto l’aumentare del   numero dei cretini che ritiene il mio voto fondamentale per permettere a Maricchio di concludere il mandato, Zanetti in testa, voglio lanciare la sfida finale.
E’ facilissimo dimostrare il bluff di Zanetti e tra pochi giorni sarà sotto gli occhi di tutti.  Sono convinto che molti di quelli che si stracciano le vesti gridando che Maricchio non avendo la maggioranza debba andare a casa sono i primi a voler  rimanere li a fare il loro teatrino. Voglio pubblicamente prendere un impegno: se Zanetti sarà in grado di presentare all’ufficio protocollo 8 (otto) lettere di dimissioni firmate da altrettanti consiglieri comunali può essere certo che la mia sarà la nona, ultima e indispensabile ad ottenere il risultato voluto. Se questo non succedere nei prossimi sette giorni la stampella tanto sbandierata sarà lui a doversela infilare nel lato B e a questo punto senza neanche vasellina.


mercoledì 29 aprile 2015

LA STAMPELLA NON BASTA PIU'

Dopo le farneticazioni politiche di Zanetti apparse oggi sul quotidiano locale mi corre l’obbligo di fare alcune precisazioni.  Se Zanetti ritiene che Maricchio non ha più una maggioranza è un problema suo e dello stesso Maricchio che lo ha sostenuto fino a ieri, non di sicuro mio che da mesi dico che non c’è più la maggioranza e che l’amministrazione Maricchio ha fallito sotto tutti i punti di vista. Appare quanto meno strano che solo ora i due consiglieri Zanetti e Coslovich decidano di uscire dalla maggioranza. Cedolin purtroppo è solo strumento inconscio non avendo motivato la propria decisione.  Zanetti si è ben guardato dal far mancare la maggioranza quando si dovevano  approvare varianti ad hoc per i suoi amici, vedi porcata Hotel Colussi/Hotel  Zuberti. Non si è preoccupato nemmeno quando si è trattato di approvare l’ex Stella Maris. Ora che il suo vecchio amico di scampagnate  giovanili Marino De Grassi è stato trombato, giustamente, dalla presidenza della GIT fa mancare la maggioranza. Certo che riuscire a dimostrare che tutto ciò sia per il bene del paese  sarà un’ardua impresa. In realtà lo scopo è un altro. Esiste una trama oscura che sta cercando di mettere in atto un commissariamento nel tentativo di replicare l’esperimento fatto con la Olivotto e mettere in mano il nostro Comune a un Commissario che come fece Blarasin approvi quello che una maggioranza ormai allo sbando non è in grado di approvare.  Ovviamente stiamo parlano di scelte non condivise dalla stragrande maggioranza del Consiglio Comunale, mi riferisco alle UTI tanto care al PD e alle grandi lottizzazioni altrettanto care e condivise.  Per tornare alle farneticazioni di Zanetti su un mio possibile appoggio alla giunta Maricchio, ricordo che in Consiglio io ho sempre ribadito l’incapacità di Sindaco e Assessori ad amministrare il paese. Il fallimento è sotto gli occhi di tutti. Maricchio farebbe bene a togliere il disturbo e ammettere che la stoffa per fare il sindaco non ce l’ha. Quello che succederà poi in Consiglio se Maricchio & Co. non decidessero di dimettersi, ricordo che sono li per la paghetta,  varrà valutato in quel momento da tutta l’opposizione e non solo dal sottoscritto. Un Commissario all’inizio della stagione è sicuramente più pericoloso di un Maricchio commissariato dai Consiglieri Comunali stessi.

mercoledì 22 aprile 2015

IL PD NON LA RACCONTA GIUSTA SULLE UTI

Tardiva difesa del PD gradese oggi sulla stampa rivendicando autonomia . Arriva a mezzo stampa la foglia di fico della segreteria del PD nella quale elenca tutta una serie di inesattezze. Non è chiaro se strumentali  per cercare di difendere i vertici regionali che hanno prodotto una legge fortemente penalizzante per Grado e gli altri comuni turistici o solamente frutto di scarso interesse all’autonomia e all’autodeterminazione della citta di Grado.  Come può solo ora rivendicare più autonomia quando in aula ha presentato una mozione per aderire all’ambito della Bassa Friulana dove Grado conta un voto meno del comune di Cervignano, tanto per fare un esempio.   L’apoteosi della strumentalità di certe affermazioni la raggiunge quando afferma: “la specificità dei Comuni a vocazione turistica è ampiamente riconosciuta dalla legge”.  Non c’è traccia nell’articolato della legge sui comuni turistici se non nel punto in cui viene dato un voto ponderale in più. Pezo il tacon del buso visto che Grado, comunque, continua a contare meno di Cervignano e meno di Ronchi dei Legionari.  Anche la questione dei sub-ambiti è una cavolata perché comunque devono sottostare alle decisioni dell’assemblea dell’ambito.  Ricordo che l’assemblea è composta dai sindaci e potete immaginare il peso che avrebbe Grado con 3 voti sul resto della bassa friulana.  Ma se come afferma la Giorgione è in itinere una modifica alla legge, perché invece di presentare l’emendamento  per aderire alla bassa friulana non si batte con i suoi amici regionali per far avere a Grado quello che gli spetta di diritto invece di svendere quel poco di autonomia che ci è rimasta al miglior offerente?  Stiamo vedendo in queste ore cosa vuol dire subire supinamente le decisioni altrui. Mi riferisco al rinnovo del Consiglio della GIT dove Grado si vedrà nominare dalla regione un presidente della più importante impresa turistica del paese senza neppure poter  dire una parola. Se pensiamo che proprio la segretaria del PD gradese assume queste posizioni  “vivendo lei per prima” di turismo la cosa è ancora meno digeribile.
Nel  frattempo nei bar di Aquileia si è formato il nuovo tridente d’attacco del Pd gradese ma lei come al solito non c’era.

Per chiudere, l’unica cosa bella del comunicato stampa di oggi del PD è la foto.

mercoledì 15 aprile 2015

I BONZI DEL PD E DEL SEL - LA RIFORMA DELLE UTI

PD e SEL hanno deciso di immolarsi sulla pubblica piazza come i bonzi tibetani.
 Posso capire a livello regionale che difendano a spada tratta una legge nata sbagliata. A livello locale vedere alcuni esponenti dei partiti che governano la nostra regione arrampicarsi sugli specchi per difendere una legge che penalizza in maniera oggettiva le località turistiche, mi riferisco in particolare a Grado e Lignano, è decisamente triste.
Non voglio addentrarmi negli articoli di legge che per molti sarebbero di difficile comprensione ma semplificando voglio mettere in evidenza alcuni aspetti particolarmente eclatanti.  Questa legge di fatto espropria i cittadini gradesi della possibilità di amministrarsi. Immaginate il peso che avrebbe Grado in un area come l’Isontino dove il comune di Ronchi avrà un voto più di quello di Grado    oppure nell’area della Bassa Friulana dove il comune di Cervignano conterà un voto più di Grado. Praticamente basterebbe il solo comune di Ronchi o quello di Cervignano per mettere in minoranza il comune di Grado.  Sel e PD dovrebbero spiegarmi come il più grande comune in termini di superficie, il primo polo agricolo della provincia, il comune che da solo produce il 23% del PIL provinciale possa contare all’interno dell’unione meno di Ronchi dei Legionari e meno di Cervignano. Oltre a queste cose di poco conto, secondo SEL e PD, non si può trascurare il fatto che un comune turistico in fatto di esigenze gestionali nulla ha a che vedere con gli altri comuni contermini.  Strano che partiti che si ritengono baluardo della democrazia ricattano chi non intende aderire alle unioni territoriali minacciando un taglio delle risorse del 30 %.  Taglio che non è previsto a livello nazionale. La tanto sbandierata autonomia regionale in questo caso si rivela un pericolosissimo boomerang per i comuni turistici che a questo punto potrebbero a ragion veduta chiedere di essere accorpati al Veneto e sottostare, ahimè, alla legge nazionale piuttosto che a quella regionale.
A distanza di un anno dalle prossime elezioni comunali, il comportamento dei rappresentanti di SEL e PD mi ricorda i bonzi tibetani che si danno fuoco sulla pubblica piazza in nome della libertà. In questo caso invece della libertà dei cittadini gradesi  ci sono in gioco i buoni auspici dei potenti regionali. Facciano pure,  i cittadini se lo ricorderanno.



martedì 24 marzo 2015

L'ISOLA VA A ROTOLI

Bene….quelli dell’opposizione, non tutti, sono dei barbari, terroristi, talebani e come dichiarato da Mr. 28 preferenze dott. Zanetti dei “BUFFONI”.   La domanda che dovrebbero porsi i cittadini gradesi è semplice: PERCHE’?.
Il  perché, secondo Zanetti, è presto detto, tentano ogni uno a proprio  modo di tutelare la cittadinanza da eventuali “PACCHI” sulle nuove urbanizzazioni.  Il foglio di regime riporta le dichiarazioni di vari consiglieri comunali che accusano delle più ignobili malefatte il sottoscritto e i pericolosi consiglieri di Liber@. Ovviamente lo fanno senza argomentare alcun ché. Sarebbe così semplice dire chiaramente quali sono i danni irreparabili fatti dall'opposizione in modo che il cittadino comune possa serenamente valutare.  Il  problema è un altro, come la seppia,  gettano fumo per nascondere la loro totale inadeguatezza, ampiamente dimostrata in quattro anni di fuffa fritta e come ha detto giustamente qualcuno, in olio esausto. Quando maggioranza e PD si presentano in Consiglio Comunale con documenti forniti ad arte per difendere l’indifendibile invece di chiedere chiarezza una volta per tutte, credo che la reazione sia una sola: profonda vergogna.
Sentire le dichiarazioni di un personaggio che da quattro anni è Sindaco di Grado e non ha ancora capito che un permesso a costruire è un diritto acquisito e che il detentore può iniziare a costruire con una semplice comunicazione di inizio lavori, fa cascare le palle anche al più tollerante dei Consiglieri. Lui ci viene a raccontare in Consiglio Comunale che può bloccare i lavori quando vuole, poverino… fa quasi tenerezza per come è convinto delle sciocchezze che ci propina. Forse non tutti si sono accorti che Maricchio non ha più una maggioranza, ricordo che l'opposizione ha respinto la mozione con 8 voti e grazie all'astensione strategica del PD. Voglio proprio vedere quando ci sarà da votare altro.....
E’ evidente il motivo per cui  quest’armata Brancaleone come primo atto amministrativo ha vietato le telecamere libere in Consiglio Comunale, dopo averle sfruttate a piene mani con l’amministrazione precedente.  Questi  sono impresentabili……. Per fortuna oltre alla telecamera di regime, trovata nell'uovo di Pasqua, c’è la registrazione audio, unica garanzia per dimostrare le baggianate dette dalla maggioranza e viscidamente riportate dal “giornalista” locale.
 Nel frattempo i problemi legati all'economia turistica passano in secondo piano e ci avviamo al quinto anno di questa amministrazione che ci regalerà altri 12 mesi di promesse scritte sul ghiaccio.
E intanto l’isola va a rotoli.



giovedì 19 marzo 2015

LA "RIFORMA" UN'OCCASIONE SPRECATA

legge regionale 12 dicembre 2014, n. 26 “Riordino del sistema Regione-Autonomie locali nel Friuli Venezia Giulia. Ordinamento delle Unioni territoriali intercomunali e riallocazione di funzioni amministrative”
Con la riforma degli enti locali si è sprecata una grande occasione per rendere giustizia ai comuni turistici del Friuli Venezia Giulia.  Se pur apprezzabili i motivi che hanno spinto l’attuale Giunta Regionale a porre mano all’organizzazione degli enti locali non  riesco a capire il perché di costringere i comuni turistici come Grado, Lignano, Tarvisio e altri a unirsi a comuni limitrofi che non hanno nulla a che vedere con le esigenze e le problematiche di un comune turistico.  Da anni sostengo che Grado insieme agli altri comuni turistici deve battersi per un riconoscimento giuridico ma soprattutto economico del proprio status. Ora La Regione, in direzione opposta, prevede un taglio del 30% dei conferimenti  per quei comuni che decidono di non unirsi ai comuni limitrofi e scelgano la via di rimanere  autonomi.  Tutto questo è assurdo se pensiamo che in termini di PIL Grado rappresenta oltre il 20% del totale della provincia di Gorizia. In pratica invece di dotare un comune turistico di risorse maggiori perché possa continuare a produrre ed investire lo si penalizza tagliando le risorse. Per fare un parallelo con l’agricoltura è come se in un frutteto andassimo a eliminare il fertilizzante proprio agli alberi che producono più frutti.  A dire la verità un timido tentativo di riconoscere uno status privilegiato ai comuni turistici è stato fatto. Grazie ad un emendamento presentato dal nostro (in senso Gradese e non di partito) Consigliere Regionale Alessio Gratton, Grado dovrebbe godere di un voto in più nel caso scegliesse di far parte di un ambito territoriale con i comuni limitrofi. Questo è sicuramente apprezzabile ma rimane distante dall’esigenza  di maggiori entrate e di totale autonomia che ha un comune turistico.  E’ oltremodo triste che la tanto sbandierata vocazione turistica del Friuli Venezia Giulia non trovi riscontro nelle politiche regionali,   in maniera estremamente miope continuano a trattare il settore turistico come fanalino di coda delle attività produttive. Cito solo brevemente il disinteresse della Regione e purtroppo anche del nostro sindaco sulla fallimentare gestione della GIT.  Di inadeguatezza e non di disinteresse si deve parlare invece dell’operato del nostro sindaco riguardo il riordino degli enti locali.  La non disponibilità ad un confronto pubblico su un tema così importante  non è sufficiente a nascondere la sua inadeguatezza, la sua mancanza di progettualità e la sua mancanza visione per il futuro della nostra isola.

Concludendo, se mi dovessi trovare in Consiglio Comunale a scegliere a quale ambito di comuni limitrofi dovrebbe appartenere Grado, con una pistola alla tempia sceglierei ovviamente la bassa friulana con Aquileia e gli altri comuni. Grado ha legami storici e culturali da più di mille anni con Aquileia e ormai da molti decenni anche turistici. Non va dimenticato che il legame con Aquileia va anche oltre le questioni istituzionali visto che più di un migliaio di gradesi vive ormai da anni in quel di Aquileia. Inventarsi legami con l’isontino paventando perdite di contributi o disservizi per le forniture di rete credo sia demagogia di qualche politico sfigato che pensa che senza i voti di Grado potrebbe perdere i l proprio scranno dorato.

mercoledì 11 marzo 2015

IL PATTO DEL GULASH


Ogni giorno sui più svariati canali televisivi siamo invasi da programmi di cucina di tutti i tipi. I cuochi sono diventati delle vere e proprie star, venerati e osannati come divi di Hollywood.  Seguendo questi programmi un po’ per passione  un po’ per curiosità, la mia cultura in materia è notevolmente migliorata. Mai avrei immaginato, però,  di scoprire che esiste un piatto dai poteri extra-alimentari, poteri che definirei politico diplomatici, capace di compiere miracoli come quelli di riunire sotto uno stesso tetto personaggi che fino a poco tempo fa avremmo potuto definirli: il diavolo e l’acqua santa.
Lasciando correre a briglia sciolta la fantasia potremmo anche immaginare questo piatto come  una specie di manna di biblica memoria in grado di fare da  rito di iniziazione per una nuova realtà politica che pur in fase embrionale stia gettando le basi per scendere in campo alle prossime elezioni comunali. Ovviamente una compagine, così eterogenea e contraddittoria sotto molti punti di vista,  solo con gli extra-poteri del gulash con le “ganasse” poteva trovare accordo e armonia invece di suonarsele di santa ragione. Se Il famoso Vissani, consigliere culinario, di D’Alema avesse solo immaginato i poteri di questo piatto ungherese, che da anni ormai viene considerato piatto locale in queste terre di confine, avremmo avuto governi stabili e con maggioranze bulgare.  Invece l’Italia si è sempre contraddistinta per la breve durata dei propri governi.  La scoperta degli extra-poteri del gulash  è merito di un piccolo politico locale che in politica non ha mai brillato. A dimostrazione delle sue scarse capacità c’è un notevole palmarés  ma con questa scoperta gli si aprono decisamente nuovi orizzonti sullo scacchiere isolano.

Chi l’avrebbe mai detto che nella capitale incontrastata del Boreto a compiere il miracolo sarebbe stato un piatto di antiche origini ungheresi…

Chissà se il nome di questa nuova compagine sarà proprio "LISTA GULASH CO LE GANASSE".

martedì 24 febbraio 2015

A MARANO NON DORMONO.....


Da più di quarant'anni ormai frequento quasi giornalmente la laguna di Grado essendo “sfortunato” proprietario di una valle da pesca.  I virgolettato è d’obbligo perché forse pochi sanno l’impegno e i sacrifici che richiede l’operare in un ambiente meraviglioso ma difficile e delicato come la laguna di Grado.  Da anni, grazie anche al ruolo di Consigliere Comunale, chiedo che l’Amministrazione si occupi della laguna che vive in uno stato di anarchia e per certi versi anche di abbandono. Da anni chiedo regole a favore di chi la vive e la cura e  vigilanza nei confronti di chi arrivando da fuori la frequenta in maniera violenta e irrispettosa dell’ambiente e della cultura millenaria presente in questi luoghi. Il tutto è rimasto inascoltato e l’assessore “competente” addirittura si è permesso di rispondermi  in Consiglio Comunale che più lo sollecito e meno lui si occuperà dell’argomento.  Ora leggo che i nostri vicini di Marano Lagunare addirittura chiedono la tutela da parte dell’UNESCO della loro laguna e noi invece siamo nell'immobilismo più totale.
“Il Comune di Marano ha avviato l’iter per l'attivazione della procedura di richiesta di tutela Unesco per quel patrimonio di tradizione e cultura che i 53 casoni della laguna rappresentano. “
Certe notizie oltre a provocare una profonda tristezza scatenano anche tutta una serie di domande alle quali dare una risposta veritiera potrebbe costituire diffamazione.  Forse la fortuna di essere una località turistica, una volta famosa in tutta Europa, nel caso specifico è una disgrazia? E’ un caso che l’ufficio più dotato di risorse umane è l’ufficio tecnico e non quello turistico? E’ un caso che invece di occuparsi dell’intero territorio e prioritariamente delle aree più delicate come la laguna, da anni è quasi monopolizzato dalle due grandi speculazioni in atto come la Grado 3 e la Zamparini city. Dov'è l’interesse pubblico che dovrebbe perseguire la nostra amministrazione se invece di occuparsi di “AMBIENTE” si occupa di “CEMENTO”? Tornando all’argomento, a Grado molti si riempiono la bocca con la necessità di tutelare la nostra laguna ma purtroppo i fatti dimostrano il contrario. Attualmente  non ci sono nemmeno dei timidi tentativi se non quelli dei concessionari o proprietari di Casoni e Valli da Pesca,  che a proprie spese continuano la tradizione e difendono le isole dall'aggressione della natura con il sudore della propria fronte e i calli sulle mani. Io credo che almeno ai concessionari il Comune abbia l’obbligo di dare aiuto e di riconoscere l’importanza del lavoro svolto.  Anche su questo argomento, purtroppo,  le richieste dei concessionari sono rimaste lettera morta. Se poi pensiamo che la laguna di Grado è stata ispiratrice di poeti come Biagio Marin e artisti come Pierpaolo Pasolini che ambientò proprio nella nostra laguna un capolavoro cinematografico come Medea,  la totale assenza della nostra Amministrazione fa venire le lacrime agli occhi. A essere sinceri qualche piccola attenzione c’è ma anche questa è innominabile a rischio querela……….


sabato 21 febbraio 2015

CINQUANTA SFUMATURE DI VERDE

Le motoseghe sono un attrezzo da lavoro utilissimo per boscaioli e manutentori del verde ma hanno anche una funzione sottovalutata dai più, con il loro rumore assordante distolgono l’attenzione dei cittadini da quelli che sono i veri problemi del paese.  Anche su un argomento importante per il paese come la Grado 3 dove il Comune si trova scoperto dalle garanzie fidejussorie previste per legge,  sono bastate quattro motoseghe a fare più clamore di un procedimento amministrativo dai risvolti grotteschi e difficilissimo da riportare nell'alveo della legalità.  Sono bastate, inoltre, poche fotografie di pioppi dallo scarsissimo valore per mettere in secondo piano il grande lavoro fatto dagli amici di Liber@ sulla regolarità della procedura amministrativa della Grado 3. Lavoro attraverso il quale si è scoperto non solo che la fidejussione presentata era “tarocca” ma anche l’inadeguatezza di dirigenti e Segretario Comunale a gestire il problema, se di inadeguatezza si può parlare.  Sul Sindaco e giunta caliamo un velo pietoso perché cercare di valutare il loro operato sarebbe come pretendere di pesare le scorregge nello spazio.

Ma torniamo alla questione del verde.  Tanto clamore per il taglio di alberi in una zona degradata e utilizzata per anni come discarica di spiaggiati, oltretutto area PRIVATA, e non una parola per il degrado di quello che è stato il fiore all'occhiello della spiaggia di Grado: il “PARCO DELLE ROSE”. Qui a Grado ormai si pensa che il verde sia tutto quello che ha un colore dal RAL 6000 in avanti. Il verde, soprattutto quello pubblico, dovrebbe essere quello da vivere non quello da guardare magari dall'esterno di una recinzione arrugginita.  Immaginate se un turista Viennese, affezionato frequentatore di Grado, preferisca godersi l’ombra e il colore dei fiori in un Parco delle Rose restaurato a livello dei giardini delle migliori località turistiche europee o preferisca guardare  quattro “talpuni” a tre chilometri dal centro storico?


Beh io non ho dubbi il verde di cui ha bisogno Grado è quello di qualità, ben tenuto e pulito ma soprattutto pubblico, verde che faccia parte di una delle tante attrattive che una destinazione turistica deve avere.  Se qualcuno pensa che un aiuola in più possa essere considerato verde pubblico si sbaglia di grosso. New York è una delle città più cementificate del mondo ma ci sono oltre a Central Park centinaia di parchi urbani. Noi starnazziamo per quattro “talpuni” e lasciamo nell'abbandono più totale il PARCO DELLE ROSE. Strano ragionamento……..

giovedì 5 febbraio 2015

GLI INUTILI

Sono passati quasi quattro anni dall’insediamento dell’attuale Sindaco e Giunta e tra un anno si andrà a nuove elezioni. Fare un bilancio di questi quattro anni credo sia cosa utile visto che ormai la campagna per  la prossima tornata elettorale  è iniziata. Sempre più spesso leggiamo comunicati stampa, chi pro chi contro ma difficilmente si argomenta in maniera sintetica e comprensibile.  Da parte di chi è a favore di questa  inutile giunta posso capirlo, non avendo prodotto nulla di buono , è molto difficile argomentare su come siano stati spesi questi quattro anni di amministrazione.  Gli argomenti sarebbero tantissimi ma riassumendo i principali,  la situazione è desolante.
TURISMO
NULLA. Mancanza assoluta di un progetto di rilancio. Smembramento di quel poco che esisteva dell’URP Ufficio Relazioni con il Pubblico.  Della creazione di un agenzia per il turismo nemmeno traccia. Gestione fallimentare del Project  Financing del polo termale. E’ stato buttato alle ortiche oltre un milione di euro senza che l’amministrazione abbia detto una parola. Ora per fortuna è intervenuta la Regione esautorando da qualsiasi attività operativa il Comune di Grado.  Gestione fallimentare  della problematica “mercurio”. Sputtanati sui giornali di mezza europa per non aver provveduto in tempo debito a fare le analisi che poi hanno confermato la salubrità delle nostre spiagge. Insomma, quello che è senza ombra di dubbio  il settore trainante dell’economia gradese trattato come l’ultimo dei servizi comunali. Nemmeno i servizi cimiteriali hanno avuto così poca attenzione.
EDI-LIZIA E URBANISTICA
NULLA per la collettività ma MOLTO  per i portatori sani di benessere.  Nonostante i proclami del basta cemento l’ufficio tecnico ha dovuto fare gli straordinari per saziare gli appetiti speculativi dei portatori di benessere e Sindaco e Giunta al servizio del cemento facile, ovviamente. Dall’ex Stella Maris, alla Grado3, alla Zamparini City e prossimamente l’ex hotel ADRIA, anche in questo frangente abbiamo visto l’inutilità amministrativa di questa giunta, incapace di dettare le regole affinché  la città sia tutelata dagli scempi perpetrati in passato.  Sempre a 90°,  affetti da una sindrome di Stoccolma mai vista prima in questo paese. Anche la vicenda della famosa fidejussione per la Grado 3 è l’esempio di come amministratori e funzionari non siano stati all’altezza di tutelare la collettività. Come ciliegina sulla torta ci mettiamo la portualità. Sono riusciti a bocciarsi l’unico punto del programma che avevano scritto chiaramente, mi riferisco al porto di Pineta e farsi bocciare dal TAR la variante porti che costringerà il Comune a rifondere danni ai privati per centinaia di migliaia di euro tutto a carico del contribuente.
LAVORI PUBBLICI
Qui sarò brevissimo. Non c’è un lavoro pubblico di rilievo del quale  l’amministrazione possa vantare progettualità nonché esecuzione. Si sono scornati in maggioranza per mesi sul progetto del parcheggio di p.zza carpaccio per poi mestamente riporlo nel fondo di un cassetto arrendendosi alla cruda realtà, era una boiata pazzesca.

L’argomento TENDE l’ho tenuto per ultimo perché ritengo dia la giusta immagine di quanto fatto dal promettitore professionista. Quando un anno fa in Consiglio Comunale mi sono trovato a votare da solo una mia mozione che prevedeva di mettere un “paletto” chiaro sulla questione tende, qualcuno mi ha chiesto se no avevo dubbi visto che ben sedici tra consiglieri e sindaco avevano votato contro, la mia risposta è stata: vedremo il tempo a chi darà ragione. Mai previsione fu più azzeccata. Passato un anno e…….il nulla.


Concludendo,  di un amministrazione che non ha prodotto nulla se non i costi dei loro stipendi e che ormai non avendo più nemmeno una maggioranza rimane li attaccata alla canna del gas perché la paghetta non risolve ma aiuta moltissimo, noi sinceramente ne faremmo volentieri a meno.

venerdì 23 gennaio 2015

ADRIA SI ADRIA NO

Dopo tante polemiche tra raccolte di firme contro e raccolte di firme a favore cercherò di spiegare la mia posizione sull’argomento che da giorni tiene banco sul foglio locale e sui social network più diffusi, il piano particolareggiato dell’ex Hotel Adria. Purtroppo a Grado spesso succede che la discussione degeneri in un banalissimo pro o contro degno del peggior tifo calcistico, invece di discutere sul reale problema. Cosa sono e come sono fatti gli “ALBERGHI”. La mia idea di albergo è molto semplice: l’albergo è quello dove ci lavora una moltitudine di persone e  NON HA L’ANGOLO COTTURA NELLE “SUITES” (camere).  Quelli con le cucine sono APPARTHOTEL non ALBERGHI. L’equivoco nasce da una maldestra legge regionale di classificazione alberghiera nella quale si individuano come strutture ricettive anche gli apparthotel  (quelli con la cucina in ogni camera) , cosa che nulla ha a che fare con la destinazione urbanistica. A Grado invece artatamente c’è stata un’interpretazione fantasiosa e si  è applicata in urbanistica una norma di classificazione. Risultato, gli alberghi possono avere la cucina in camera, vedi hotel Al Bosco tanto per citarne uno. Anche le due raccolte di firme a mio avviso non aiutano a fare chiarezza. Una perché incentrata prevalentemente sull’altezza e l’altra sull’essere favorevoli agli alberghi in centro. Io vorrei conoscere almeno un pirla che dichiari apertamente di essere contrario agli alberghi in centro. Appurata questa ovvietà vorrei sapere  quanti di quelli che hanno firmato a favore degli alberghi in centro avrebbero  firmato se la domanda fosse stata: saresti favorevole agli alberghi in centro se poi diventassero di fatto dei condomini camuffati da albergo? Anche qui la risposta sarebbe fin troppo ovvia. Quello che non racconta il nostro poco amato sindaco è che una volta approvate le volumetrie richieste il Comuna non ha poi gli strumenti per impedire che vengano realizzati dei mini appartamenti con angolo cottura con l’alibi di una bella insegna con scritto Hotel Adria. Per fortuna ci sarebbe un modo per verificare la buona fede sia del sindaco che dei “portatori di benessere”.  Basterebbe modificare il Piano Regolatore in modo da prevedere dei volumi , così detti premianti, solo ed esclusivamente alle strutture che non realizzano le suite con angolo cottura ma realizzano alberghi con servizi di cucina tradizionale. Questa sarebbe la prova del nove che permetterebbe a tutti di votare più sereni  viste le  innumerevoli  promesse non mantenute della storia alberghiera gradese.  In mancanza di questo piccolo ma fondamentale dettaglio il mio voto sarà rigorosamente contro come già avvenuto per il PRPC dell’ex Stella Maris.  

Ora vorrei porre una domanda, siamo sicuri che gli attuali problemi che affliggono la nostra comunità siano la Grado 3, l’Hotel Adria o la magnolia di riva Camperio? Forse la mancanza di un piano strategico di rilancio del turismo a Grado, la mancanza di coordinamento tra Regione e imprenditoria locale per la realizzazione delle nuove terme o la riorganizzazione della GIT Grado Impianti Turistici sono argomenti molto più importanti e tali da rivoluzionare l’assetto turistico del paese? Bene, secondo me questi dovrebbero  essere gli argomenti sui quali il paese dovrebbe dibattere nella speranza di riportare Grado al ruolo di destinazione turistica di livello europeo. Finché la discussione sarà pro o contro Adriano ben poca strada faremo.